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About Digital Art / Hobbyist Member Alessia IcardiFemale/Italy Group :iconhouse-and-wilson-fc: House-and-Wilson-FC
The strange friendship...
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Homestuck
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POV KARKAT
Controllo come sempre se siamo tutti qui, passando davanti alla stanza di ognuno di loro. Quando sedici troll vivono tutti insieme nella stessa casa ci sono momenti in cui bisogna assicurarsi che ci siano tutti, o comunque sapere dove sono se non in casa. Stiamo tutti insieme in una casa enorme, ognuno con la sua stanza, anche se una è vuota perché Aikané e Kankri fanno i piccioncini tutto il giorno e dormono insieme. Di solito controllo le stanze secondo all’ordine con cui uno le trova percorrendo il corridoio, oggi però lascio per ultima quella di Alexis nonostante sia la prima. Gli altri lasciano la porta spalancata o accostata, lei invece si chiude sempre dentro a chiave. Ogni volta che passo fra le stanze e giro la maniglia nel tentativo di aprire la porta è sempre chiusa, così è lei a farsi sentire dall’interno. Passa anche giorni interi uscendo di lì solo il minimo indispensabile, e quando non è così vive in una solitudine collettiva. Sta in disparte osservando le follie degli altri, sorridendo sempre…quel sorriso è meraviglioso, seppur sempre malinconico. Non capisco perché si comporti così, è ben voluta da tutti noi, da Kankri a Terezi, da Vriska a Sollux, tutti noi le vogliamo un bene dell’anima anche se non la conosciamo da molto. Si è unita a noi insieme ad Aikané e Giulia, sarà al massimo un anno che le conosciamo. Non ha avuto problemi con nessuno di noi, è sempre stata socievole nei momenti in cui stava insieme agli altri, eppure passa quasi tutto il suo tempo da sola, a leggere saghe o libri umani. Dice sempre che una cosa che gli umani fanno bene è scrivere. E’ così abituata a leggere che scrive esattamente come gli umani, non sostituisce alcune lettere con dei numeri, non mette punteggiature a caso. Non ha un suo stile particolare, o meglio, lo è rispetto ai nostri, ma non è esattamente personalizzato. Normalmente una cosa del genere mi darebbe sui nervi, visti che sanno tutti quanta considerazione ho per gli umani, ma nel suo caso non ci riesco proprio ad innervosirmi. E’ fottutamente adorabile, eppure sta sempre da sola, senza dire le sue confidenze a nessuno se non ad Aikané e Giulia, e comunque in rare occasioni. E’ stupenda, al contrario di me non ha niente che non va, eppure sta quasi sempre da sola, rintanata nella sua fottuta stanza. Quando è così dà segni di vita solo su Pesterchum e non risponde con regolarità. Sono due giorni che è di nuovo estremamente solitaria. E’ da un po’ che non ne posso più del suo comportamento, non tanto per il comportamento in se ma perché non ha senso che si tenga a distanza da quella che è la sua famiglia. Giulia mi ha detto che una volta non era così solitaria, eppure da un po’ di tempo a questa parte agisce così, andando a periodi, senza dare una spiegazione a nessuno. Mi chiudo la porta alle spalle, non badando alle smancerie di Aikané e Kankri e torno all’inizio del corridoio, diretto verso la stanza di Alexis. Non mi importa se dovrò farlo con la forza, questa volta entrerò, a qualsiasi fottuto costo.


POV ALEXIS
Non capisco perché Karkat abbia saltato la mia stanza e sia passato direttamente a quella di Terezi, forse ha finalmente capito che non sto mai in nessun posto oltre a questo a quest’ora. Sto amando il primo libro delle origini di Shadowhunters. Will a tratti mi ricorda KK. Diversamente da Vantas non è sempre di malumore, ma è sgarbato come lui e cerca sempre di allontanare gli altri da se. Karkat…non so bene il perché ma ho sempre una voglia matta di scompigliargli i capelli. Molti mi dicono che sono folle a trovarlo tenero, eppure non riesco a fare altrimenti, forse perché nessuno di noi due ha un carattere proprio facile. Siamo entrambi abbastanza aggressivi e scazzati, abbiamo un modo tutto nostro di dimostrare che ci teniamo a qualcuno. La mia attenzione per il libro viene smorzata dal mio cellulare indemoniato a causa di un messaggio di Pesterchum.

-- BlackwhiteAngel [BA] began trolling alexisKimura [AK] at 23:05 –
[BA]: ALeXIs? .v.
[AK]: Che succede Aikané?
[BA]: SI tRAtTA dI KaRKaT
[AK]: …che succede?
[BA]: CrEDo SIa SEcCAtO DaL FaTTo CHe SOnO GiA’ DuE GiORnI ChE Te NE sTAi QUaSI tUTtO Il TEmPO sOLa
[AK]: Seccato? Insomma…perché dovrebbe essere seccato per questo? Cosa vuoi che gli importi?
[BA]: Gli IMpORtA InVEcE…KaNKrI GlI Ha CHiEStO Se Era GIa’ PAsSAtO Da TE e LUi SI è INnERvOSiTO
[AK]: Quindi? Che dovrei fare?
[BA] aPRiGLi! Non STaRTeNE sEMpRE cON lA PoRTa CHiUSa A ChIAvE! MaGArI RiEScI A dIRgLI cOSa PRoVI .v.
[AK]: A-aikané, che dici? O////O
[BA]: mAGaRI rIUsCIrEStI A cOMbINaRE qUAlCOsA… .v.
[AK]: Chiudi il becco idiota O////O
-- alexisKimura [AK] gave up trolling BlackwhiteAngel [BA] at 23:10 –

Il modo in cui scrive Aikané a volte mi incasina la vista. Comunque non farò come mi ha consigliato di fare. Ho la strana abitudine di allontanare chi mi piace. Di recente ho smesso di parlare così spesso a Karkitty come prima perché ho perso la testa. E sì, ho perso così tanto la testa che ho cominciato anche a dargli quel nomignolo nella mia testa. Avete presente quelle strane voglie che nemmeno voi sapete spiegarvi? Ecco, io ho la strana voglia di strofinargli dolcemente la base delle corna. All’inizio si innervosirebbe, ma poi si scioglierebbe come ghiaccio al sole. A volte l’ho fatto, e mi è quasi sembrato che facesse le fusa, è stata una cosa dolcissima. Mi stendo sul letto, facendo roteare una delle mie frecce fra le dita senza un motivo razionale. Quando sento la sua voce chiamare il mio nome e gli rispondo semplicemente con un ‘ci sono’ mi sento un po’ in colpa. Ci ho pensato e…non dev’essere una cosa tanto carina. Forse crede di aver fatto qualcosa di sbagliato che mi ha portato a volerlo allontanare da me. Ma non è così, sono solo io ad essere una povera idiota che non è capace a relazionarsi con chi la fa sentire particolarmente bene. A volte far scorrere le dita sulla corda del mio arco mi aiuta a pensare, proprio come ora. Forse dovrei smetterla di fare la stronza, dovrei prendere un bel respiro e provare. Provare a superare la mia paura di essere abbandonata, come è già accaduto in passato, perché qui sono ben voluta da tutti. Sono parte integrante di questa famiglia, perché dovrei aver paura di essere lasciata sola? E poi dovrei provare a superare gradualmente quella strana sensazione che a volte i blocca quando sono con Karkat, e poi forse tentare di dirgli che cazzo passa per la mia testa. All’improvviso sento che la finestra si è aperta, così senza una ragione. Quando mi volto però capisco che è stata aperta.

“Karkitty, c-che ci fai qui!?”

Non so spiegarmi perché arrossisce leggermente quando lo chiamo così “N-non è il momento di usare quel dannato nomignolo”

Smetto di fare caso alla cosa e torno in me, cercando di nuovo di sembrare stronza e insensibile nei suoi confronti “Cosa diavolo vuoi dalla mai vita?”

“Niente di che…VORREI SOLO SAPERE PERCHE’ CAZZO PASSI QUASI IL CINQUANTA PERCENTO DELLA TUA VITA CHIUSA QUI”

Per un momento mi sento come se il cuore dovesse esplodermi da un momento all’altro “N-non sono affari che ti riguardano”

“Sono il leader o no? CAZZO E’ OVVIO CHE MI INTERESSA!”

Mi prende per un polso, stringendo leggermente troppo forte a dire la verità, con l’intenzione di farmi uscire da qui. E’ un po’ da stronze, ma uso la mia telepatia su di lui. “Perché deve stare sempre da sola se è fottutamente adorabile?” Mi irrigidisco improvvisamente, consapevole del fatto che le guance mi si sono colorate d’un azzurro tendente al blu. Mi sembra di non avere più il controllo del mio corpo, il cuore mi batte come se avessi corso per chilometri senza sosta e mi tremano le mani per qualche strana ragione “K-karkat?”

Mi guarda perplesso per un momento, e poi arrossisce di nuovo nel giro di pochi minuti “Non dirmi che hai usato la telepatia, proprio in questo momento maledettamente scomodo…”

“Io non…non era mia intenzione”

"Senti, lascia stare, e TI PREGO DIMENTICA QUELLO CHE HO DETTO. Sono soltanto venuto a lamentarmi, perché mi dà fottutamente fastidio sapere che te ne stai sempre da sola"

Fa per andarsene, sempre dalla finestra visto che ancora non ho riaperto la porta. Afferro la manica del suo maledettamente adorabile maglione tentando di soffocare le lacrime. Non capisco bene il perché ma ho improvvisamente voglia di averlo accanto, di soffocare tutte le mie paure facendomi stringere dal suo abbraccio, di scompigliargli i capelli…ho semplicemente una pura voglia di essere la matesprit di Karkat Vantas. Con questo pensiero e con la paura che non sarò mai qualcosa di così importante per lui scoppio improvvisamente a piangere “Odio ciò che sono, ma odio ancora di più ciò che sono diventata. Ho sempre avuto un brutto carattere, lunatico e incomprensibile, a tratti aggressivo. Non sono mai stata brava a farmi degli amici e non ho mai voluto far trasparire le mie emozioni. Io non sono quella che fa tutta la smielata quando ci tiene a qualcuno, sono tenera quanto basta e in poche occasioni…anzi, non so nemmeno se so essere tenera, ne dubito. Ma prima non ero così, prima cercavo di sforzarmi, prima non mi dispiaceva stare in mezzo agli altri. Ma poi gli altri hanno cominciato ad abbandonarmi e a parlarmi alle spalle. Come faccio a saperlo? Tutta colpa di questa fottutissima telepatia che a volte non vorrei avere, ho spiato le menti di chi poi mi ha abbandonata e ho scoperto ciò che davvero pensavano di me, e il loro pensiero mi ha fatto male, mi ha distrutta, mi ha resa diversa…più odiosa e insopportabile di prima. Così mi sono chiusa in me stessa, stanca di soffrire a causa degli altri. Ma sono una completa idiota, perché anche se la mai telepatia mi fa capire che posso contare su tutti voi e che non mi abbandonerete me ne sto sempre chiusa qui dentro, fra i libri, proprio come facevo nei periodi peggiori. Ma questo non è uno di quei momenti, cazzo è uno dei migliori che io possa ricordare, eppure sto rovinando tutto! Odio il modo in cui le mie fottute paure mi bloccano e mi impediscono di essere interamente me stessa e mi rendono peggio di quello che sono! In fondo, ma molto in fondo, io non sono così acida ed odiosa!” la mia voce viene troncata da una serie di violenti singhiozzi. Appena riesco a calmarmi a sufficienza per riprendere fiato ricomincio a parlare, seppur con un tono di voce più basso e insicuro rispetto a prima “E’ quello che faccio sempre sai? Faccio innervosire gli altri, è l’unica cosa che so fare. Forse è per questo che tutti a parte Giulia e Aikané se ne sono andati e non hanno avuto il coraggio di trovare un modo per vedere oltre il mio guscio, non hanno tutti i torti in fondo. Ma ti prego, non lasciarmi anche tu Karkitty…non lasciarmi anche tu”

Lascio andare la manica del maglione e nascondo il viso fra le mani, cercando solitudine perfino ora che è evidente che sto piangendo. Sono fatta così, non voglio mai che qualcuno mi veda piangere, e quando succede quasi mi arrabbio con me stessa per essere stata debole e incapace di trattenermi. I singhiozzi quasi mi impediscono di respirare, è passato molto tempo da quando mi è accaduta una cosa del genere, e ancora più tempo da quando c’era qualcuno con me che aveva la pazienza di aiutarmi ad affrontare la cosa. Se ben ricordo l’ultima volta è stata due o tre anni fa, con Giulia e Aikané. All’improvviso KK mi sbatte al muro, incazzato come mai l’ho visto prima, ma sono troppo presa dal piangere per reagire. “E ora non piangere! Non osare piangermi sotto gli occhi cazzo! E’ da deboli! E’ da codardi risolvere la situazione così!” mi toglie le mani dal viso, prendendomi per i polsi “E guardami quando ti parlo! Non ho intenzione di sprecare fiato quindi mi ascolti maledizione!”

“Sì! Va bene! Sono una codarda, sono debole, ma già lo sapevo! Non mi serve che venga tu a dirmelo, soprattutto facendo l’incazzato! Si può sapere che ti frega!? E non mi dire la stronzata del leader perché non m’incanti!”

“Zitta, fammi finire! Sai perché sono incazzato? Sai perché il fatto che tu te ne stia sola a fare l’asociale a leggere quei libri non cagando nessuno mi fa incazzare!? Perché così ti stai buttando via! Noi siamo la tua cazzo di famiglia e, a parte quelle due, non ti conosciamo quasi per niente! Capisco che non è facile, che a volte sono stronzi, soprattutto io, ma noi ti vogliamo bene cazzo!” Non riesco a sostenere il suo sguardo, fisso un punto casuale della stanza, continuando a piangere seppur in modo più leggero rispetto a prima. Dopo un momento sento la sua presa sui polsi allentarsi e il suo sguardo addosso a me. Uso di nuovo la telepatia in modo improprio, perché questo silenzio mi sta uccidendo “Avrò esagerato? Sì, ho sicuramente esagerato. Avrei dovuto farla stare meglio invece di urlarle contro…non è così che doveva andare. Ma ora che faccio per farmi perdonare?”

Lo guardo per un momento. Ha lo sguardo un po’ sconsolato e un po’ dispiaciuto. Odio vederlo così, ma per qualche strano motivo mi intenerisce. Appoggio una mano sul suo petto, e nonostante il maglione riesco a sentire quanto veloce gli sta battendo il cuore, proprio come succede a me certe volte quando sono con lui. Abbasso lo sguardo, dispiaciuta “Scusami…non volevo farti preoccupare, è solo che…sono fatta così, mi nascondo quando ho paura e non mi è facile chiedere aiuto a qualcuno. Ci ho provato a farmi coraggio, a mettere da parte l’orgoglio, ma ho fallito miseramente. Tante volte avrei voluto chiederti di starmi accanto in questo tipo di momenti, ma non ci sono riuscita perché…” non so con quale pazzia e coraggio decido di farlo, ma tiro fuori quello che mi tengo dentro da troppo tempo, chiudendo gli occhi per evitare il suo sguardo ma nonostante questo la mia voce trema come mai mi era successo prima “…non ne avevo il coraggio. Non sai quante volte ho pensato che sarebbe stato fantastico essere la tua matesprit, ma credevo che non avrei mai potuto essere così importante per te, e poi mi è sempre sembrato che tu e Terezi…”

Non parla, non dice una parola per alcuni secondi che mi sembrano un’eternità. Riapro lentamente gli occhi, per poi vederlo completamente rosso in faccia e con il respiro troncato a metà. Scosta la mia ciocca di capelli blu-azzurri e la stringe delicatamente fra le dita e poi, lentamente, si avvicina al mio viso, per poi poggiare le sue labbra sulle mie concludendo tutto con un dolcissimo bacio, così dolce che nessuno si aspetterebbe una cosa del genere da lui. Mi coccola la base delle corna, proprio come io faccio con lui, e questo fa peggiorare nettamente la mia tachicardia, per non parlare del fatto che ho i brividi per tutto il corpo. Senza che me ne renda conto le mie dita vanno istintivamente fra i suoi capelli, incasinandoli un po’. “Non immagini quando ho aspettato per questo momento” Alcune sue ciocche di capelli mi fanno il solletico alla fronte, mi accarezza dolcemente una guancia prima di baciarmi un’altra volta. Porta un po’ timidamente le mani sui miei fianchi, dopo non molto sento la sua mano sotto la maglietta, ma non sale oltre l’ombelico. Mi sembra inutile dire che mi sembra che il cuore debba esplodermi da un momento all’altro. Appoggia la sua fronte sulla mia, guardandomi dritta negli occhi con un’espressione estremamente dolce “Vorrei andare avanti così all’infinito” Si allontana lentamente, dirigendosi verso la finestra “Forse è il caso che io vada, ci vediamo domani mattina”

“Perché dovresti andartene? Per due matesprit è normale dormire insieme…perché noi siamo matesprit ora, vero?”
Mi sorride dolcemente e si riavvicina, dandomi un bacio sulla fronte “Certo che lo siamo…e hai ragione, non credo che sia un problema se stanotte dormissi qui”

Prendo la chiave della mia stanza dalla tasca, la inserisco nella serratura e la giro verso sinistra, rendendo così di nuovo apribile la porta sia dall’esterno che dall’interno. Un leggero brivido percorre quasi tutto il mio corpo, così mi precipito a chiudere quella maledetta finestra, che non ho pensato di chiudere prima. Soffro molto il freddo, e attualmente sto gelando, mentre Karkat non ha alcun problema nonostante nella mia stanza ci sia la stessa temperatura che si percepisce durante una bufera di neve. Non mi cambio neanche, mi rintano sotto le coperte, lasciando fuori appena gli occhi e ciò che sta sopra. Lo so che può sembrare sciocco, ma ho un piccolo sussulto quando sento l’abbraccio del mio matesprit intorno a me, è ancora qualcosa di nuovo per me. E’ come se stessi sognando, e se e così non provate a svegliarmi, o faccio una strage.


POV AIKANE’
Sono preoccupata per Alexis. Se devo essere sincera anche da un po’ fastidio quando si isola così, ma d’altro canto ormai è da tanto tempo che va avanti in questo modo. Una volta non era così, una volta era più come Terezi, non si faceva problemi a far saltare fuori la sua follia. Era socievole, anche se è sempre stata un po’ una testa calda. A volte si innervosiva per motivi che per alcuni non esistevano, in realtà esistevano eccome. Quando sentiva altri Highblood sparlare dei Lowblood diventava intrattabile, ha sempre odiato i pregiudizi, da quando ha conosciuto Karkat poi…non ne parliamo. Non che io non possa capirla, se ripenso a quegli idioti che ne dicevano di tutti i colori sui Lowblood mi arrabbio anche io, perché è normale voler difendere il proprio matesprit. Tornando alla mia moirail…è cambiata dal giorno in cui ha scoperto che quello che ai tempi era il suo matespirt l’aveva solo usata. Era legatissima a lui, credeva di aver trovato la sua persona dopo tanti tentativi a vuoto, dopo un’attesa interminabile. Aveva un gran bisogno di essere amata, e invece è stata tradita da chi aveva tutta la sua fiducia fra le mani. L’aveva solo usata, approfittandosi dei suoi sentimenti, per trascinarla in una battaglia che quello stronzo non poteva sostenere da solo. A lui servivano solo la pirocinesi e la telepatia di Alexis per risolvere una sua questione. Quel giorno è quasi morta. Fu ferita gravemente, in presenza di quello che lei e tutti noi credevamo un matespit affidabile. Non fece assolutamente niente per aiutarla, avendo vinto la sia battaglia sparì, lasciandola sola nel momento in cui credeva avrebbe esalato il suo ultimo respiro. Non era la prima volta che le capitava di essere abbandonata da chi non sapeva capire che dietro a quel leggero nervosismo quotidiano c’è una ragazza che sa dare l’anima per gli altri e che in fondo sa essere tenera ma non smielata, sa farti stare bene in poche parole. Non era la prima volta che qualcuno a cui lei tenesse la lasciava sola, ma quello fu il più duro dei colpi. Per giorni pianse quasi ininterrottamente, mentre si contorceva dal dolore per la ferita che aveva al ventre. Tra l’altro le è rimasta la cicatrice, e nonostante sia parte di un brutto ricordo ne va fiera, dice che ogni guerriero va fiero delle sue cicatrici. Da quel momento anche se è circondata da persone che le vogliono sinceramente bene comunica con gentilezza, ma mantiene le distanze. In più ogni volta che perde la testa per qualcuno non solo lo allontana il più possibile, diventando a tratti sgarbata nei suoi confronti, ma in più passa anche giorni interi chiusa nella sua stanza a leggere pur di evitarlo. Come adesso in poche parole. Poco fa ho sentito lei e Karkat litigare nella sua stanza, poi all’improvviso più nulla. Mi chiedo come il fratello del mio matesprit sia riuscito ad entrare, visto che la stanza di Alexis era chiusa a chiave.

“C’è qualcosa che non va cucciola?” la voce di Kankri mi fa quasi sussultare

“E’ solo che…ho paura che Alexis abbia preso male la sfuriata di tuo fratello, e poi quello che ha detto di se…sapere che si odia così tanto mi fa star male”

Con un gesto leggero mi convince ad appoggiare la testa sulla sua spalla. Mi accarezza dolcemente i capelli, cercando di farmi stare meglio “Andrà tutto bene. Alexis è forte, lo sai meglio di me, non credo che basti una cosa del genere per farla stare male, e poi è normale aspettarsi una cosa del genere da Karkat. E comunque se la tua paura è vera sappi che anche lui sa rendersi conto quando esagera, si nasconde dietro la maschera di un bastardo, ma anche lui sa essere comprensivo e affettuoso quando vuole, soprattutto se si tratta di Alexis…perché sai, ho la netta sensazione che la tua moirail sia ricambiata” nascondo il viso nel suo maglione rosso che tanto amo, ricacciando indietro questa specie di nodo allo stomaco che sento. Kankri, protettivo come al solito, mi stringe delicatamente a se “Se però dovessi sbagliarmi ti prometto che ti darò una mano a sistemare le cose…e ne dirò quattro a Karkat, come se fosse una novità”

Come sempre riesce a strapparmi un sorriso. So meglio, ma nonostante questo continuo ad assillare quella divoratrice di libri fuori controllo su Pesterchum, ma sembra che non abbia intenzione di rispondermi.

-- BlackwhiteAngel [BA] began trolling alexisKimura [AK] at 23:50 –
[BK]: ALeXIs? CI sEI? vA TuTTo BEnE?
[BK]: RiSPoNDiMI mALeDIzIOnE…Se E’ SuCCeSSo QUaLCoSA dIMmELo, NOn CHiUDeRTi IN tE StESsA, SoNO lA TuA MoIRaIL, sAI cHE a ME pUOi DIrE TuTTo…
[BK]: ALeXIs?
[BK]: VAfFAnCUlO, QuANdO LeGGeRAi QUeSTi MEsSAgGI sAPpI ChE DoMAnI MaTTiNA tI RoMPeRO’ lE ScAToLE cOMe MAi PRiMA
-- BlackwhiteAngel [BA] gave up trolling alexisKimura [AK] at 00:20 –

Mi lascio finalmente convincere da Kankri e cerco di addormentarmi, sperando di riuscire a scacciare tutte le mie preoccupazioni.
Di solito a quest’ora sia Alexis sia Karkat sono già svegli. Mancano solo loro all’appello. Quasi tutti gli hanno sentiti ieri sera, e quasi tutti si stanno chiedendo che diavolo è successo. Non è per niente sicuro lasciare che due teste calde litighino. Ad un certo punto, spazientita, vado verso la stanza della mia moirail, seguita da Kankri. Giro la maniglia, aspettandomi che la porta sia chiusa a chiave, ma così non è. Non ricordo nemmeno più l’ultima volta in cui Alexis non ha chiuso la porta a chiave. Apro con cautela, tesa dall’ansia.

“Alexis?” dico con voce leggera. Da una parte vorrei svegliarla, ma dall’altra non sono sicura che sia il caso di farlo.

Ma lei non è sola. Rimango incredula nel vedere Alexis e Karkat ancora profondamente addormentati, abbracciati l’uno all’altra, le dita di lui fra i capelli di lei. Sono la tenerezza. Non so cosa quel silenzio improvviso di ieri sera mi significa, ma si tratta sicuramente di qualcosa di positivo. Senza volerlo mi lascio scappare un pazzo fangirlizzamento che sveglia entrambi e richiama l’attenzione di quasi tutti gli altri, rimasti in soggiorno.


POV ALEXIS
Era da un po’ che non venivo svegliata dal fangirlizzamento di Aikané accompagnato dalle imprecazioni di Karkat. Mi strofino delicatamente gli occhi, cercando di svegliarmi completamente. Sento un continuo ‘sono troppo carini!’ e alcuni frammenti di una discussione fra fratelli. E’ un modo strano di svegliarsi, leggermente troppo incasinato per i miei gusti, ma per un po’ non ci sarà niente in grado di innervosirmi per una giornata intera. Sono ancora sommersa dalle coperte, a prendere ancora un po’ di caldo mentre sorrido. Sono ancora incredula per ciò che è successo ieri, credevo di sognare, ma l’assordante fangirlizzamento di Aikané mi fa capire che non è così. Kankri si è messo a straparlare come al solito, ma la fortuna vuole che non ci abbia fatto molto caso fino ad ora.

“Trovo che sia alquanto rude comportarsi come hai fatto tu, sia per dare forza a qualcuno sia per diventare matesprit, soprattutto per il secondo caso. Ti consiglierei vivamente di approfondire la tua conoscenza sul galateo o per lo meno di leggerne i primi capitoli…se ne hai le abilità necessarie…sai almeno leggere?”

“Se non fossi il matesprit della mia moirail ti avrei già dato una botta in testa. Come diavolo fa Aikané a sopportarti se parli così tanto già appena sveglio?”

“In realtà sono le dieci e mezza passate…e tutti noi oltre voi due siamo svegli da parecchio ormai”

Spunto fuori dalle coperte e guardo l’orologio...ok, in effetti è leggermente tardi “Dettagli Kankri, solo piccolissimi dettagli…”

Ignorando ogni discussione fraterna vado in cucina cercando i miei biscotti…ma quando mai Giulia non me li frega? Alla fine mi concedo un muffin al cioccolato con ripieno di nutella…colazione leggera mi dicono. Mi accorgo solo ora che John è in casa e mi sta fissando con una faccia da schiaffi. A quanto pare deve aver saputo che è nata una nuova coppia, e quando mai non fa l’idiota? Si è comportato così anche con Kankri e Aikané. Lo ignoro completamente e infreddolita come al solito mi lascio coccolare Karkat, lasciandomi finalmente alle spalle le paure e la solitudine che esse mi hanno fatto portare dietro fino ad ora.
Taking a break by AlekoBuck
Taking a break
Una cosa fatta a caso per noia..swuidhfieutkuyesrgyt

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Bisogna dire che il nostro primo incontro non è esattamente consueto. Abbiamo parlato di questo fino ad adesso. Uno dei migliori ricordi che ho di quel giorno è la faccia che ha fatto quando ha avuto a che fare con la mia normalità.

“Come va il braccio?”

“Bene, è solo un leggero fastidio”

“Bhe, almeno non ti si è riaperta la ferita…scusa se non mi sono accorta di quel tipo”

“Non ti devi scusare, per te questo e altro” si prende poi un momento di pausa, come se stesse cercando confessare qualcosa di cui non vorrebbe nemmeno parlare
“Ti amo”

Mi scosta il ciuffo dall’occhio destro e fa per avvicinarsi, ma Goemon compare così, all'improvviso. Diciamo che all’inizio mi irrigidisco un poco, ma non molto…sembro semplicemente un baccalà. E se devo essere sincera ho la mano pronta a impugnare la pistola.
“Sono stato uno sciocco. So di aver sbagliato e che se non mi aveste fermato avrei fatto una cosa che non solo avrebbe distrutto tutti i miei principi, ma anche la mia anima. Spero che mi perdonerete. Sappi che ora ti sostengo per entrare a far parte di questo gruppo”

Mi ci vogliono un paio di secondi prima che la rigidità mi abbandoni. Mi rendo conto che le sue scuse sono sincere, e forse sono stata un po' troppo afrettata con il mio giudizio. Credo di aver fatto male a pensare che non ci si potesse fidare di lui. “Sta tranquillo amico ti perdono…ma spiegami una cosa…perché tu e Lupin dovete sempre avere qualcosa da dire nei momenti meno opportuni!?”

“Ho interrotto qualcosa?”

“No guarda…era semplicemente un momento perfetto, perfetto sia per ciò che veniva detto e sia per l’atmosfera e la compagnia…lasciamo stare”

“Non era mia intenzione…forse potevo dirvelo prima”

“Cosa vuoi dire con prima? Vuoi dire che eri qui da un po’ e che magari hai sentito che razza di problemi mentali ho!? Fantastico…sai, dovrai abituartici”

Ok, forse è il caso che io mi calmi. Comunque non mi aspettavo delle scuse sincere da lui…meglio così, nient tensioni, niente problemi, per farla breve non ho compromesso l'integrità del gruppo...Visto che ancora non siamo contenti andiamo a bere qualcosa nel nostro locale preferito, il Jazz Club di Time Square. Già, casualmente il mio locale preferito è anche il suo locale preferito. Dopo tanti anni che vengo qui ancora non ho imparato a giocare a biliardo. Facciamo una partita…e dire che mi straccia è dire poco. Faccio letteralmente schifo a biliardo, sono una causa persa. Qui ci conoscono praticamente tutti, e fortunatamente vedendo che facciamo parte di gruppi completamente diversi non fanno commenti del tipo ‘Come mai un’agente dell’Interpol frequenta un ex tiratore della malavita di New York?’ …e se dovesse accadere giuro che tiro giù i santi. Non deve scoprire da qualcun'altro che lavoro per l'Interpol, devo essere io a dirglielo al momento giusto e nel modo giusto, sperando che la prenda bene. E' esattamente questa la mia paura più grande, che cosa potrei fare se la prendesse male anche se sarò stata io a dirglielo? Per i miei gusti è già troppo che sappiano che sono la nipote di Zenigata senza che l'abbia detto io. Ci prendiamo uno scotch doppio e spariamo cazzate per un po’. Poi per noia cito alcune delle mie figure del cavolo, la lista è quasi infinita. Fra un po’ rischio di farne una al giorno. Beve l’ultimo sorso del suo scotch, come per darsi animo o coraggio, stessa cosa.

“Ti amo”

Per poco non lascio andare il bicchiere…o per poco non stramazzo a terra. Prima non ho fatto tempo a reagire o a prestare perfettamente attenzione al suo tono di voce. Ora che ci faccio caso ho il cuore in gola. Devo dare una risposta, insomma…non posso starmene semplicemente qui ferma aspettando che mi venga un fottutissimo infarto “Io…anche io, credo…però dopo tre giorni scarsi…non mi sembra il caso di…”

Non mi lascia finire la frase, mi bacia all’improvviso. Per un momento rimango parecchio rigida e con gli occhi spalancati…ma infondo è quello che speravo. Lascio che la tensione abbandoni il mio corpo e mi lascio trasportare (ovviamente nel limite della decenza). Andiamo avanti parecchio e andremmo avanti ancora, se non fosse per una battuta del barista che ha attirato l’attenzione di tutti, anche delle persone sbagliate. Scopro solo ora che mio zio è qui, e se il barista non avesse fatto quella battuta forse non si sarebbe neanche accorto di noi. E’ a dir poco incazzato…ops. “Zio, non è come credi…posso spiegare” e intanto mando giù l’ultimo sorso di scotch

“Tu, piccola ingrata! Ti ho cresciuta, ti ho dato dei principi e tu che fai!? Baci un avanzo di galera che molto probabilmente bacia donne che si vedono ogni notte! Ora tu torni a casa tua e quello lo butto in prigione…se ti vedesse tuo padre!”

“Primo, ha un nome, e sai bene quanto me che è Jigen. Secondo, lascia stare papà, sai benissimo come la pensava. Terzo, scusami tanto, ma la tua dolce nipotina è cresciuta in fretta, e sa badare a se stessa da quando aveva quindici anni” detto questo gli do una spallata che lo fa cadere vicino al tavolo da biliardo. Usciamo più in fretta che possiamo, cercando di lasciare il maggior distacco possibile da Zazà. “Vai a prendere la macchina, penso io a trattenerlo”

Fortunatamente mi rendo conto che ha lanciato le sue solite manette con chissà quanti metri di filo di titanio o quello che è, così sparo e devio il loro percorso ad un palo vicino a lui “Ora capisco perché non fai rapporto, perché non rispondi alle chiamate e perché spari ai tuoi colleghi”

“Jigen non è come credi…nessuno di loro è come credi. E poi non è niente di serio, è una cosa così tanto per”

“Ti si legge in faccia che non è così…credevo che sapessi sceglierti meglio le compagnie”

“Senti chi parla, quello che mi ha consigliato di uscire con un bastardo che mi ha tradito praticamente dal primo momento! Notizia dell’ultima ora: Jigen non lo farebbe mai”

“Cosa te lo fa pensare? E’ un criminale come altri, è improbabile che abbia dei principi. E lo sai che è il figlio dell’assassino di tuo padre?”

“E tu lo sai che non è stato suo padre ad ucciderlo, ma un messicano!? Tu lo sai che più continui a giudicarlo e più dici che non ha principi e più mi avvicino ad odiarti!? Tu non sai niente…”

“Ti rendi conto che ti sei innamorata di un assassino!? Ti farai ammazzare”

Cerco di recuperare un po’ di calma e poi gli dimostro quanto si sbaglia “Lo sai perché ha il braccio fasciato? Bhe, nel giro di un paio di giorni circa mi ha salvato la vita due volte. Se fosse davvero ciò che dici mi avrebbe già uccisa o avrebbe cercato di farlo quando hai urlato a tutto il mondo che sono tua nipote”

Finalmente si rende conto che ho ragione sul suo conto, si forma un’espressione contrariata sul suo viso, come se gli facesse schifo avere torto. Ma nonostante questo cerca di continuare ad usarmi per raggiungere i suoi scopi, fregandosene di come sto “Ok, hai sbagliato, ma puoi rimediare dicendomi dov’è il loro nascondiglio…se li arrestiamo verremo ricordati dal mondo intero, diventeremo dei miti per i nuovi agenti dell’Interpol”

“Sai che ti dico? Scordatelo. Non posso credere che tu non abbia capito niente di quello che i nonni hanno voluto trasmetterci. Gli affetti sono più importanti dei soldi, della fama e a volte anche della legge. Io e papà lo abbiamo capito, a quanto pare tu no”

Grazie al cielo sento il rombo del motore che si fa sempre più vicino. Salto in macchhina con un’agilità insolita per me. Mi giro verso mio zio, non sta nemmeno tentando di inseguirci, avrà capito la lezione? No, è improbabile. Quando arriviamo al rifugio controllo il cellulare e in segreteria mi trovo un suo messaggio, che decido di ascoltare, sotto lo sguardo attento dei ragazzi.

“Alexis Zenigata! Quell’uomo è pericoloso! Ti ha costretta a baciarlo!? Che mascalzone! Giuro che se lo trovo…chiamami ORA altrimenti rastrello new York persino con i segugi per trovarti!”

“Vi siete baciati!? Questo non ce lo avevate detto”

“Sta zitto Lupin, non è questa la cosa importante”

“Già, la cosa importante è che ho un idiota come zio…comunque no, non è vero che ci siamo baciati”

Spengo il cellulare e tolgo la SIM. Esco un attimo, la tiro verso l’alto e sparo alla schedina. Al posto di quella vecchia ne inserisco una che ho creato sotto falso nome, mio zio non conosce questo numero. Ora solo le persone più fidate possono rimanere in contatto con me. Sto malissimo, non si era mai comportato così. Ha sempre cercato di fare attenzione a come mi sentissi e nei momenti difficili ha sempre cercato di aiutarmi con discrezione, senza risultare opressivo. Speravo che ciò che mi sta succedendo ora non lo avrebbe sconvolto così tanto...insomma, è già successa una cosa del genere in famiglia, ne più ne meno. Mi lascio cadere esasperata sulla stessa poltrona a sacco di oggi. Voglio isolarmi, almeno per un momento. Prendo l'MP3 e alzo il volume al massimo. Mi ascolto 45 degli Shinedown almeno per tre volte, tentando di sfogare la rabbia. In these times of doing what you're told Keep these feelings, no one knows [...] What ever happened to the young man's heart Swallowed by pain, as he slowly fell apart...adesso spiegatemi perché queste parti della canzone mi sembrano perfette per il passato di Jigen. So davvero poco, eppure, senza sapere come, sto mettendo insieme i pezzi, intuendo qualcosa in più momento dopo momento. Credo che se mio zio sapesse e intuisse ciò che so e intuisco io la smetterebbe di parlare a vanvera, ma gli sbatterò in faccia la realtà solo quando saprò tutto o quasi. Ora che sono calma devio completamente i miei pensieri. Il passato di Jigen, che praticamente nessuno conosce, mi intriga così tanto...una parte di me vorrebbe sapere, ma l'altra parte di me ha paura di farlo.

Ormai ci siamo, è il giorno del mio debutto. Dopo una settimana di attesa a mezzanotte entreremo in casa di Gavez e ruberemo il suo tesoro: 3 uova fabergè d’oro incastonate di diamanti purissimi e pressoché unici. Tutte e tre messe insieme hanno un valore di un milione di dollari. Jigen mi ha parlato anche di un orologio d’oro di cui però Lupin non ha fatto parola, credo ci sia una questione personale dietro a tutto questo. Infatti c’era qualcosa di strano nella sua voce mentre mi diceva dov’è la cassaforte: nello studio di Gavez, dove quel bastardo passa praticamente tutta la sua vita scortato dalla sua guardia del corpo, Shade. Un luogo molto sicuro insomma. Comunque…questa settimana siamo sembrati più due migliori amici che…diciamo due persone con interesse reciproco. Infatti Lupin ha fatto battute tipo ‘non nascondete il fatto che siete una coppia felice, non vi giudicheremo’. Uno di questi giorni eravamo con Lupin in giro per la città, chiarendo gli ultimi passaggi del colpo. Come una cretina stavo camminando su un muretto alto e avevo le scarpe coi tacchi, e se metti insieme questi due elementi con l’equilibrio da dugongo la caduta è assicurata. Per poco non mi slogo una caviglia, se non sono caduta del tutto è solo grazie a Jigen. Avete presente quelle prese in braccio al volo a modi principessa? Ecco, questo è ciò che è accaduto. Lascio a voi immaginare le insinuazioni di Lupin. Anche se stavo morendo e le cavolate di quel idiota mi stavano dando sui nervi non volevo scendere…stavo bene così. Già, mio zio aveva ragione, mi sono lasciata coinvolgere. Detesto il fatto che non l’abbia presa bene, visto che è esattamente ciò che è successo al nonno. Era un ispettore dell’ICPO, ed era di Tokyo, Incontrò mia nonna in un’operazione in America. Lei ai tempi era una famosa ladra, e mio nonno dovette fingere di voler collaborare con lei per poi arrestarla al momento giusto, ma così non è stato. Dopo un anno lei si è costituita, ha dato i soldi al nonno per pagare la cauzione e poi sono partiti per Tokyo, dopo non molto tempo si sono sposati. I nonni hanno sempre insegnato a papà, allo zio Kouichi e a me che c’è qualcosa di più importante della carriera o di ciò che la gente di solito pensa, ci hanno sempre insegnato che le persone e la famiglia sono più importanti di tutto questo. Mio zio forse non l’ha capito. E’ per questo che ho sofferto così tanto per la morte del nonno, ed è per questo che mi manca così tanto la nonna, hanno contribuito a rendermi una persona migliore. Senza di loro sarei molto più insopportabile rispetto ad ora. Lo zio è praticamente scandalizzato perché mi sta succedendo la stessa cosa che è successa al nonno, giudica Jigen invece di chiedersi se sono felice. E poi credevo che sapesse che tutti loro hanno dei principi, visto che più di una volta gli hanno salvato la vita. La nonna invece apprezzerebbe tutto questo, e anche papà. Spesso di Jigen dicono che sia un assassino, ok, ha dovuto uccidere, ma perché obbligato. So che Gavez lo ha reclutato da giovanissimo, aveva diciassette anni, ma non sono riuscita a scoprire di più su di lui negli archivi dell’Interpol. Qualcosa mi dice che non ha cominciato a lavorare nell’ambiente della malavita per sua volontà. Anche se sono arrabbiata non avrei mai voluto che questo accadesse, sono pur sempre anni che lo zio mi fa da padre. Mi ha insegnato a sparare, mi ha aiutato a gestire il mio pessimo carattere e il dolore per la perdita di papà…è pur sempre una di quelle poche persone per cui ucciderei se fosse necessario. Ma deve comunque capire che ha sbagliato a giudicare così pesantemente Jigen, anche se sono anni che insegue lui, Lupin e Goemon non significa che li conosca bene. Ma parliamo d’altro prima che mi demoralizzi. Io e Jigen entreremo dall’ala est, dove c’è lo studio di Gavez. Lupin e Goemon invece entreranno dall’ala nord, dove Gavez tiene i fabergè. Ci sarà una riunione nello studio, fra Gavez e i capi mafia suoi alleati. Sarà pieno di sicari di vario calibro per tutta la villa. Ovviamente l’ala est è la più sorvegliata visto che è qui che si terrà la riunione. Ho sentito anche dire che ci sia una sorveglianza audio-video protetta con trucchi personalizzati, creati appositamente da un altro hacker, se non conosco il suo progetto non posso neutralizzarlo. Il problema di questo colpo sta tutto nel fatto che potrei trovarmi davanti l’assassino non materiale di mio padre. La mia razionalità, più bastarda e fredda, mi dice che devo solo tramortirlo e poi lasciare che sia la giustizia degli Stati Uniti ad occuparsi di lui. Il mio istinto invece è più portato ad una vendetta con spargimento di sangue, il suo ovviamente. Ho sinceramente paura che appena avrò l’occasione di sparargli sarà proprio l’istinto omicida a prendere il sopravvento. Comunque vada, prima di lasciarlo al suo destino, gli estorcerò informazioni sul caso di mio padre, e mi farò dire il nome di quel hijo de puta messicano. Ci dirigiamo verso la megavilla di Gavez con la 500. Mi sembra un mezzo inappropriato…a meno che Lupin non abbia fatto truccare motore e sospensioni anche alla 500. Quando arriviamo scavalchiamo la recinzione senza problemi, la sorveglianza esterna è pressoché inesistente ed inefficiente. Entriamo da una finestra che dà sul corridoio. E’ pieno di gente simpaticissima con pistole, coltelli e mitra, sono troppi e se ci mettessimo a sparare attrarremmo troppo l’attenzione. Non ci rimane che usare la bomba soporifera, anche se avremmo preferito tenerla da parte per dopo. Entriamo nell’immenso studio, a questo punto mi viene da pensare che sia anche una sala riunioni. Saranno sette capi mafia intorno ad un solo raccapricciante tavolo, pieno di foto di gente che vogliono ucciderela cosa inquietante è che fra quei volti c’è anche quello di Jigen, il mio e forse anche quello di mio zio. A quanto pare Gavez vuole eliminare tutta la mia famiglia. Qualcosa mi dice che saranno qui a momenti e non sappiamo nemmeno dov’è la cassaforte, anche lo schema della stanza era protetto con metodi personalizzati nati dal progetto di un singolo hacker. Non è esposta, così dobbiamo lasciare che la nostra mente si ingegni. Dopo una ricerca estenuante riusciamo a trovarla e a scassinarla, ma proprio mentre ce ne stiamo andando una ventina di sicari, giudati da Shade e Gavez, entrano con un aria per niente amichevole. Ordinano ai nostri ‘amici’ armati di mitra di spararci. Evitiamo ogni colpo e disarmiamo ognuno di loro. Non so come sia possibile, ma Shade riesce a spararmi alla spalla destra. Quattro di loro non si arrendono, così devo sparargli di nuovo. Quei quattro contraccolpi mi hanno creato un dolore bestiale, che non riesco a gestire. Per me rimane così forte che mi rincoglionisce a tal punto che non riesco ad evitare la presa di Gavez. Ho la sua pistola puntata alla tempia.

“Bene caro amico, pensavo che dopo tutti questi anni ormai la tua anima mi appartenesse. Bhe, non importa. In compenso posso punirti per il tuo tradimento. Quanto può vivere una persona pensando che la sua anima gemella è morta a causa sua?” Mi chiedo come faccia a sapere di noi. Il nervosismo di Jigen è più che percettibile, ma riesce comunque a gestirlo. Svuota il caricatore dai bossoli, ma quando sta per ricaricare Gavez rincara la dose e da un po’ più di forza sulla pistola “Se carichi la tua pistola ciò che l’unica donna che mai ti accetterà per quello che sei ha nella testa andrà a sporcare la tua bella camicia bianca. A te la scelta Jigen”

Lascia sia la pistola che le munizioni. Ora ho capito ciò che anche quest’assassino bastardo ha capito: sono il punto debole di Jigen. La paura che ho addosso in questo istante non è tanto per me, è per Jigen. Gavez ha ordinato a Shade di stare pronto a sparargli. Siccome è un povero idiota si sta mettendo a fargli discorsi sul fatto che non avrebbe dovuto tradirlo e cose così. Questo mi dà il tempo di approfittarmi di un momento di distrazione generale per prendere la pistola e sparargli gli ultimi due colpi che ho nel caricatore nel polmone. Ha addosso un giubbotto antiproiettile un po’ scadente, forse non morirà, ma almeno l’ho colpito. Ormai sto per svenire. Cado in avanti, quasi incosciente. I due ennesimi contraccolpi hanno fatto ricominciare l’emoraggia che ormai si era arrestata. Shade sta imprecando per la ferita al braccio che Jigen gli ha appena aperto colpendolo di striscio. Lupin e Goemon sono qui e cercano di capire se sono sveglia, do un segno di vita imprecando a mia volta per il dolore. Tento di rialzarmi, ma il sangue che continua a fluirmi dal braccio mi ha indebolita a tal punto che non riesco nemmeno ad uscire di qui con le mie gambe. Jigen mi prende in braccio e mi porta fuori da questo inferno mentre Lupin e Goemon ci coprono. Uso i miei ultimi momenti di coscienza per convincere i ragazzi a non portarmi all’ospedale.

“Non voglio che ci arrestino per colpa mia”

“Hai una pallottola nella spalla e sanguini parecchio, dovresti renderti conto da sola che…”

“Ho detto niente ospedale, insomma…mi hai detto che sai rimuovere una pallottola, allora fallo”

Non è molto comodo stare sdraiati in una 500, dalla vita in su sono sostenuta da Jigen, quello che dovrebbe essere il mio posto è occupato dalle mie gambe che non riesco nemmeno a tenere completamente stese. Forse sono stata un po’ dura con lui, ma se mi portano in ospedale mio zio mi farà togliere il caso e cercherà di arrestare Jigen e Lupin per primi. Lo so, se la cavano benissimo, ma preferisco non rischiare, e poi mio zio non solo mi farebbe togliere il caso, ma mi impedirebbe di raggiungerli di nuovo…con ogni mezzo possibile. Mi perdo a guardare le luci della città, che pian piano sbiadiscono mentre l’incoscienza guadagna gradualmente terreno.

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Io lo faccio per sicurezza,ma mi sa tanto di quelle cose che giravano a caso su Fb e che poi erano gran bufale...

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Hello guys!! :D
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I must say this:I'm just a little...aggressive. I get mad for little things,and that's just...stupid. But (there's alway a but :XD: ) I always can return happy,yes,I'm strange,and I perfectly know that :XD: I don't like to be serious and it's rarely to see me really sad. But,I'm not an alien! :XD: Everyone can be my friend :D Oh,I'm Italian,and my english is wrong sometimes,forgive me! :XD:

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I'd like to collab with someone for a photomanipulation work,of every tipe and about everything!

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:icongalespider:
GaleSpider Featured By Owner Sep 30, 2014  Hobbyist General Artist
Thanks for the fave!
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:iconalekobuck:
AlekoBuck Featured By Owner Oct 1, 2014  Hobbyist Digital Artist
Of nothing c: 
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:iconkiraimirai:
KiraiMirai Featured By Owner Aug 11, 2014  Hobbyist Digital Artist
Thank you for the favourite on Chocolate ~ Stamp 3
~•~•~•~•~•~•~•~•~•~•~
Llama jump Here's a Llama, special for you!
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:iconlona93:
Lona93 Featured By Owner Jul 31, 2014  Student
Thanks for fave! thumbs up for Jigen ^^
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:iconalekobuck:
AlekoBuck Featured By Owner Jul 31, 2014  Hobbyist Digital Artist
Of nothing :D And everyone knows that Jigen is the best ù_ù 
Reply
:iconlona93:
Lona93 Featured By Owner Aug 3, 2014  Student
;DD he is irresistable
Reply
:iconglowworm007:
GlowWorm007 Featured By Owner Jul 17, 2014  Student
i love HOUSE!!! haven't seen it in a while cause i cant find it on Netflix or Hulu 
:C
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:iconalekobuck:
AlekoBuck Featured By Owner Jul 17, 2014  Hobbyist Digital Artist
Well I have the DVDs of the entire show...and actually I have a link for a streaming,but it's in italian,sorry xD Anyway...I love House too,for me is THE show *-* 
Reply
:iconglowworm007:
GlowWorm007 Featured By Owner Jul 17, 2014  Student
lol XD
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